(Può essere cosiderato il seguito di "Ci son cascato come un pollo")

 

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Lo spettacolo descrive con delicatezza e humour la vita quotidiana delle persone "troppo grandi".
Dedicato a tutti gli anziani che vengono "parcheggiati" (o che scelgono autonomamente di andare a vivere) nelle cosiddette «case di riposo» offrendo importanti spunti di riflessione sugli atteggiamenti di emarginazione messi in campo dalla società e, spesso, dalle stesse famiglie, nei confronti dei più deboli.
Un ambiente grigio, ripetitivo, costrittivo, monotono: rosario, tombola, televisione; dove tutto è vissuto all’insegna dell’obbligatorietà: quando mangiare, quando dormire, come e quando svagarsi, tutto rigorosamente incastonato all’interno di regole, modi e tempi già prefissati, prestabiliti.
Un vivere passivo e non da artefici della propria esistenza. In una Casa di Riposo per anziani i compagni del Nando, stanchi delle sue trovate ai loro danni, gli organizzano uno scherzo.
Dopo una sbronza solenne si risveglia, o crede di risvegliarsi, in Paradiso dove troverà a giudicarlo, con San Pietro, i suoi stessi amici

 

Compagnia "La cipria e la giubba" - Teatro Dafne - Roma

 

 

Compagnia “Amici degli anziani” - Talamona

 

 

 

Teatro Collazzi

 

 


"Quelli di Collazzi"